Valle Camonica

    La Valle Camonica – estremo territorio a nord della provincia di Brescia – si estende per circa 80 km dal Passo del Tonale a Pisogne sul Lago d’Iseo.

    Le catene dei monti che le fanno corona la separano a nord dalla Valtellina, ad est dal Trentino, a sud dalla Valtrompia, ad ovest dalla Valle di Scalve.

    E’ percorsa dal fiume Oglio, che nasce a Ponte di Legno dalla confluenza del Frigidolfo con il Narcanello ed è suddivisa in tre bacini, assai diversi fra loro per differenti caratteristiche climatiche e morfologiche:

    ALTA VALLE

    Il bacino più elevato è tipicamente alpino, ed ha inizio dal Corno dei Tre Signori (3359 m s.l.m.) e dal Castellaccio (3028 m s.l.m.) e giunge, dopo circa 22 km ad Edolo con un’altitudine di 700 m s.l.m. L’alta Valle ha un andamento quasi rettilineo ma non uniforme: si presenta come una lunga insellatura. Tutta verde, con linee armoniose e senza ampi profili di rocce; ogni valletta laterale porta le visioni inattese di picchi e ghiacciai.

    In Alta Valle la località più famosa è Ponte di Legno con circa cento chilometri di piste da sci. A Temù il ”Museo della Guerra Bianca in Adamello” raccoglie documenti, fotografie, armi, equipaggiamenti e altri oggetti appartenuti agli uomini, soldati italiani e austro-ungarici, che vissero, combatterono sul fronte d’alta e media quota.

    MEDIA VALLE

    Il secondo bacino è più angusto e si sviluppa per circa 35 km da Edolo a Malegno (320 m s.l.m.) dove le acque del Lanico confluiscono da destra nel fiume Oglio. La media Valle è molto varia e non presenta affatto i caratteri un po’ monotoni di tutte le grandi valli ad erosione glaciale. Le tortuosità del corso d’acqua e le stozzature la dividono in varie conche, ristrette come quella di Forno d’Allione o ampie come quella di Capo di Ponte. E’ sorprendente la varietà dei suoi versanti, in alcuni punti terrazzati dal lavoro millenario dell’uomo, in altre animate da numerosi ripiani, dove sorgono paesi, frazioni o borgate isolate, inframezzate da scogliere quasi cadenti a picco sul fiume o tagliate dai frequenti sbocchi degli affluenti.

    In Media Valle troviamo Breno con il Castello che sorge sopra una collina al centro del paese. Il Santuario di Minerva che è un tempio di epoca romana, situato in località Spinera. Sorge addossato ad uno sperone roccioso sulle rive del fiume Oglio, di fronte ad una grotta naturale entro la quale sgorgava una sorgente. A Cerveno il Santuario della Via Crucis è un edificio posto di fianco alla chiesa parrocchiale, contenente una via crucis lignea.Il santuario si si dispone lungo un corridoio a gradoni che culmina alla sommità con la cappella della Deposizione. Sui lati, disposte in nicchie, si trovano le 14 stazioni contenenti 198 statue a grandezza naturale in legno e gesso dello scultore camuno Beniamino Simoni. Capo di Ponte famosissimo per le incisioni rupestri, vanta anche due monumenti di architettura romana la “Pieve di San Siro” e il “Monastero di San Salvatore” oltre ai borghi medioevali di Cemmo e Pescarzo.

    BASSA VALLE

    Il terzo bacino si svolge da Malegno al Lago d’Iseo con uno sviluppo di 23 km ed è il più ampio e pianeggiante. Anche il fondovalle è animato da formazioni moreniche, talvolta isolate come le rocce che a Breno sbarrano la vallata. Nell’ultimo tratto la vallata è pianeggiante, con fondo sempre più largo costeggiato da monti erti ed aspri. L’Oglio vi scorre placido fra verdeggianti praterie e grandi massi erratici, accogliendo presso Esine, da sinistra, le acque del torrente Grigna, per sboccare poi nel Sebino, al centro dell’unica sponda, bassa e alluvionale, tra Lovere e Pisogne.

    Nella Bassa Valle un cenno particolare va a Monte Isola, che è la più grande isola abitata dei laghi europei. A Pisogne  la chiesa di “Santa Maria delle Nevi“, contiene affreschi del Romanino; mentre l’antica Pieve di “Santa Maria in Silvis“edificata intorno al IX secolo su antiche vestigia romane, contiene affreschi attribuiti a Giovanni Pietro da Cemmo. Salendo verso la Valle troviamo Bienno detta anche “valle dei Magli” per la tradizionale lavorazione dell ferro battuto tramite magli azionati da mulini ad acqua. Parte dell’acqua del torrente Grigna veniva infatti deviata in un invaso artificiale che percorre tuttora il paese da cima a fondo, muovendo ad ogni salto i mulini delle officine dei fabbri. Cividate Camuno antica “Civitas Camunnorum” in cui si possono trovare molti resti di età romana come il teatro e l’anfiteatro e dentro al Museo Archeologico di Valle Camonica la statua della Minerva e numerosi reperti della conquista romana nel 16 a.C.

    Testo tratto da:
    “STORIA ILLUSTRATA DELLA VALCAMONICA” – Luciano Viazzi

    Cartina tratta da:
    “NAQUANE PARCO NAZIONALE DELLE INCISIONI RUPESTRI GUIDA” – Alberto Galbiati

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